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	<title>Per l&#039;infanzia e l&#039;adolescenza Archivi | Dott.ssa Silvia Melis | Psicologa a Carbonia</title>
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	<title>Per l&#039;infanzia e l&#039;adolescenza Archivi | Dott.ssa Silvia Melis | Psicologa a Carbonia</title>
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		<title>Strumenti per i disturbi specifici dell&#8217;apprendimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Melis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 10:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DSA]]></category>
		<category><![CDATA[Per l'infanzia e l'adolescenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa sono i disturbi specifici dell&#8217;apprendimento? I disturbi specifici dell’apprendimento sono circoscritti alle abilità scolastiche o di apprendimento. Laprincipale caratteristica di questa categoria diagnostica è quindi la sua specificità, così come suggerisce il nome: si tratta di disturbi che interessano specifici domini di abilità scolastiche, lasciando integro ilfunzionamento intellettivo generale. Per questo motivo, il criterio [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono i disturbi specifici dell&#8217;apprendimento?</h2>



<p>I <strong>disturbi specifici dell’apprendimento </strong>sono circoscritti alle <strong>abilità scolastiche o di apprendimento.</strong> La<br>principale caratteristica di questa categoria diagnostica è quindi la sua specificità, così come suggerisce il nome: si tratta di <strong>disturbi che interessano specifici domini di abilità scolastiche</strong>, lasciando integro il<br>funzionamento intellettivo generale.</p>



<p>Per questo motivo, il criterio principale per porre una <strong>diagnosi di DSA</strong> è valutare l’esistenza di una<br>differenza tra le <strong>abilità carenti mostrate dall’alunno</strong>, e l’intelligenza generale che invece risulta nella media.</p>



<p>Infatti, con il termine <strong>DSA</strong> ci si riferisce a una <strong>problematica che necessita un trattamento specifico</strong>, poiché la normale acquisizione di abilità strumentali (lettura, scrittura e calcolo) non è causata da fattori esterni (ambiente deprivato, bilinguismo).</p>



<p>La legge 8 ottobre 2010, n. 170, riconosce la <strong>dislessia</strong>, la <strong>disortografia</strong>, la <strong>disgrafia</strong> e la <strong>discalculia</strong> come <strong>Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)</strong>, assegnando al sistema nazionale d’istruzione il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate, affinché alunni e <strong>studenti con certificazione DSA</strong> possano raggiungere un adeguato successo formativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali strumenti utilizzare per i disturbi specifici dell&#8217;apprendimento?</h2>



<p>L’obiettivo della scuola e delle insegnanti è <strong>predisporre per gli alunni</strong> interessati una gamma di strumenti e misure con la finalità di far apprendere i programmi scolastici e ottenere l’autonomia dello scolaro.</p>



<p>Gli strumenti compensativi sono <strong>strumenti didattici e tecnologici</strong> che sostituiscono o facilitano la<br>prestazione richiesta. Tra i più utilizzati troviamo: la sintesi vocale, il registratore, i programmi di video<br>scrittura con correttore ortografico, la calcolatrice e altri strumenti tecnologicamente meno evoluti come le tabelle, i formulari e le mappe concettuali. </p>



<p>Tali strumenti <strong>agevolano l’alunno con DSA</strong> da una prestazione per lui difficoltosa, senza facilitargli il<br>compito dal punto di vista cognitivo. L’utilizzo di tali strumenti non è immediato e gli insegnanti hanno il<br>compito di sostenere l’alunno durante il loro uso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono invece le misure dispensative per DSA?</h2>



<p>Mentre <strong>le misure dispensative sono interventi </strong>che consentono all’alunno di non svolgere alcune prestazioni che a causa del disturbo risultano difficoltose: ad esempio si può evitare di far leggere a un alunno con dislessia un lungo brano. </p>



<p>Nel caso della dislessia l’alunno è dispensato dalla lettura ad alta voce in classe, dalla lettura autonoma di brani la cui lunghezza non sia compatibile con il suo livello di abilità e da tutte quelle attività in cui la lettura è la prestazione valutata. Inoltre si dispensa l’alunno dalla scrittura veloce sotto dettatura, le interrogazioni a sorpresa e la memorizzazione di tabelline, formulari e poesie.</p>
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		<title>Disturbi dell&#8217;alimentazione e della nutrizione in adolescenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Melis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 09:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per l'infanzia e l'adolescenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’adolescenza&#160;costituisce una fase critica della vita, da un lato si osserva il desiderio di rimanere bambini per essere coccolati e accuditi; dall’altro la voglia di crescere e di raggiungere delle autonomie, ma questo comporta il fare i conti con i cambiamenti legati all’aspetto fisico, cognitivo e sociale. Cause dei disturbi dell&#8217;alimentazione Gli adolescenti si sentono [&#8230;]</p>
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<p>L’adolescenza&nbsp;costituisce una fase critica della vita, da un lato si osserva il desiderio di rimanere bambini per essere coccolati e accuditi; dall’altro la voglia di crescere e di raggiungere delle autonomie, ma questo comporta il fare i conti con i cambiamenti legati all’aspetto fisico, cognitivo e sociale.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cause dei disturbi dell&#8217;alimentazione</h2>



<p>Gli adolescenti si sentono soli, confusi, sbagliati e spesso non sanno cosa fare né cosa dire. Si tratta di un periodo caratterizzato da cambiamenti fisici e psicologici che li rendono maggiormente insicuri e suscettibili alle influenze sociali. Si mettono in relazione con il mondo adulto e al confronto diretto con il gruppo dei coetanei, fondamentali in questa fase; in particolar modo sono esposti ai modelli di bellezza proposti dai social network. </p>



<p>La formazione dell’identità e dell’autostima avviene anche tramite la ricerca di un corpo<br>perfetto, le piccole variazioni di peso e di altezza, normali in questa età poiché legate a variazioni ormonali, possono diventare causa di auto-insoddisfazione.</p>



<p>L’aspetto fisico è il più grande protagonista, l’adolescenza porta con sé varie trasformazioni del corpo<br>contraddistinte dall’irrompere della sessualità tipica della pubertà. Non avere stima di sé e il non riconoscersi in un corpo che cambia, può portare ad adottare dei regimi alimentari restrittivi o non adeguati.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="826" height="551" src="https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2023/01/Disturbi-dellalimentazione-in-adolescenza-Psicologo-Carbonia.jpg" alt="Disturbi dell'alimentazione in adolescenza Psicologo Carbonia" class="wp-image-1781" srcset="https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2023/01/Disturbi-dellalimentazione-in-adolescenza-Psicologo-Carbonia.jpg 826w, https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2023/01/Disturbi-dellalimentazione-in-adolescenza-Psicologo-Carbonia-300x200.jpg 300w, https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2023/01/Disturbi-dellalimentazione-in-adolescenza-Psicologo-Carbonia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 826px) 100vw, 826px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come riconoscere i disturbi dell&#8217;alimentazione</h2>



<p></p>



<p>Negli ultimi decenni, specialmente dopo la pandemia da COVID-19, si legge del notevole aumento dei casi di disturbo del comportamento alimentare (anoressia nervosa, bulimia, alimentazione incontrollata, arfid), una realtà frequente tra i giovani e meno giovani che sottende un disagio psicologico. </p>



<p>I disturbi del comportamento alimentare rappresentano una possibile difesa nei confronti dell’elaborazione mentale, quando diventa difficile riconoscere ed esprimere il malessere, le preoccupazioni e le emozioni: il&nbsp;cibo&nbsp;perde la sua originaria funzione di nutrimento per diventare oggetto e mezzo di espressione di conflitti e di tensioni personali e familiari. </p>



<p>Il sentirsi troppo grasso o troppo magro, poca autostima, vergogna per il proprio corpo, difficoltà a stare in mezzo agli altri, senso d’inferiorità: sono solo alcune realtà che i giovani adolescenti mostrano per descrivere ciò che stanno vivendo. Sono degli evidenti campanelli d’allarme, pertanto è consigliato prestare maggiore attenzione ai loro segnali in modo da intervenire qualora la situazione lo richieda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Soluzioni per i disturbi dell&#8217;alimentazione a Carbonia</h2>



<p>Le famiglie, spesso spaventate e senza strumenti per far fronte alle difficoltà alimentari mostrate dai figli,<br>possono affidarsi a livello ambulatoriale ai professionisti privati specializzati (Psicoterapeuta, Nutrizionista, Medico e Psichiatra) e ai servizi territoriali ASL di competenza come i CSM (Centro di Salute Mentale) o SERD (servizio per le dipendenze patologiche) in cui l’equipe medico-psicologica saprà indirizzare la famiglia al servizio che si occupa di DAN (Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione).</p>



<p>Qualora le famiglie chiedano aiuto quando la situazione fisica e psicologica della persona affetta da Disturbo Alimentare è in evidente stato di criticità, è necessario procedere con un inserimento presso struttura terapeutico-riabilitativa.</p>



<p>In Sardegna, più precisamente nel comune di Domusnovas nasce la prima struttura in Italia “Lo Specchio<br>DAN” che cura i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione in ogni sua manifestazione con approcci<br>innovativi e efficacia nelle cure.</p>



<p>Se necessiti di ulteriori informazioni visita il loro sito <a href="https://www.lospecchiodan.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.lospecchiodan.com</a></p>
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		<title>Il periodo perinatale: cambiamenti della futura madre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Melis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 10:16:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per l'individuo]]></category>
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		<category><![CDATA[periodo perinatale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preparazione e cambiamenti della futura madre Quando si parla di periodo perinatale ci si riferisce all&#8217;arco di tempo che si estende dalla gravidanza fino al primo anno di vita del bambino:&#160;è uno dei momenti più delicati della vita di una donna, soprattutto se deve affrontare la prima gravidanza. Tale periodo è caratterizzato da una maggior [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Preparazione e cambiamenti della futura madre</h2>
<p>Quando si parla di <strong>periodo perinatale</strong> ci si riferisce all&#8217;arco di tempo che si estende dalla <strong>gravidanza</strong> fino al <strong>primo anno di vita del bambino:&nbsp;</strong>è uno dei <strong>momenti più delicati della vita di una donna</strong>, soprattutto se deve affrontare la prima gravidanza. Tale periodo è caratterizzato da una <strong>maggior vulnerabilità</strong> che si presenta in seguito a diversi fattori di natura biologica, ormonale, psicologica e relazionale che compaiono e agiscono in maniera abbastanza evidente nella vita della futura madre.</p>
<p>Si assiste in questi momenti a diverse <strong>fasi di transizione,</strong>&nbsp;sia della futura madre che del futuro padre; insieme iniziano a fantasticare sul nuovo arrivato, poiché <strong>diventare genitori</strong> rappresenta una realtà del tutto nuova in cui dover riorganizzare la propria <strong>identità</strong> e i propri <strong>ruoli sociali</strong>. La sensazione di&nbsp;<strong>benessere </strong>che percepisce la futura madre&nbsp;è un&nbsp;<strong>elemento centrale</strong>&nbsp;in grado di influenzare l’esperienza della gravidanza, la salute del feto e la successiva qualità della vita che la madre condurrà con il nuovo arrivato.</p>
<p>Si pensi ad esempio anche alle consistenti <strong>trasformazioni</strong> che la donna vive: il proprio corpo si prepara per far spazio al nascituro; il suo status sociale subisce un mutamento, sia dal punto di vista lavorativo e sia da un punto di vista familiare, in cui la donna passa da essere figlia ad essere madre.</p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-822 size-full" style="color: #333333; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0.4em;" src="https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2018/02/fotolia_187247629.jpg" alt="" width="4416" height="2944" srcset="https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2018/02/fotolia_187247629.jpg 4416w, https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2018/02/fotolia_187247629-300x200.jpg 300w, https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2018/02/fotolia_187247629-768x512.jpg 768w, https://www.smpsicologa.it/wp-content/uploads/2018/02/fotolia_187247629-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4416px) 100vw, 4416px" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Durante gli ultimi mesi di gravidanza, la donna inizia a pensare e a prepararsi psicologicamente su come affronterà il </span><strong>delicato momento del parto</strong><span style="font-weight: normal;"> e il successivo ingresso nella vita di madre del proprio figlio. La madre dopo il parto subisce un ritiro da tutti gli avvenimenti che avvengono nel mondo circostante, questo ritiro favorisce l’instaurarsi di quel </span><strong>processo di sintonizzazione</strong><span style="font-weight: normal;"> da parte di quest’ultima verso i segnali del bambino.</span></p>
<p>È importante in queste fasi di transizione il supporto che la futura madre percepisce da parte del proprio partner, poiché sentendosi aiutata e riconosciuta come madre, si crea un ambiente di armonia e di protezione dell’intero nucleo familiare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.smpsicologa.it/il-periodo-perinatale/">Il periodo perinatale: cambiamenti della futura madre</a> proviene da <a href="https://www.smpsicologa.it">Dott.ssa Silvia Melis | Psicologa a Carbonia</a>.</p>
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